Nel mondo del credito agricolo, le garanzie sussidiarie sono uno strumento formidabile (e spesso indispensabile) per permettere alle aziende di ottenere finanziamenti che le banche, da sole, farebbero fatica a concedere per mancanza di tutele sufficienti.
Ecco una spiegazione chiara di cosa sono, chi le rilascia e come funzionano.
1. Cosa sono le Garanzie Sussidiarie?
In termini semplici, una garanzia sussidiaria è una garanzia pubblica o istituzionale che si affianca (o si sostituisce) alle garanzie personali o reali (come l’ipoteca o la fideiussione) che l’agricoltore dovrebbe presentare alla banca per avere un prestito.
Si chiama “sussidiaria” perché interviene in seconda battuta: se l’azienda agricola dovesse andare in difficoltà e non riuscisse più a pagare il debito, la banca si dorrebbe prima rivalere sui beni aziendali e, solo per la parte residua non coperta, interverrebbe l’ente garante a pagare la banca.
Dato che alle spalle c’è un ente solido (spesso lo Stato o un organismo pubblico), la banca azzera o riduce quasi a zero il rischio di perdere i suoi soldi.
2. Chi le concede?
Nel settore agricolo italiano, il re indiscusso delle garanzie sussidiarie è l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare).
Le garanzie vengono concesse principalmente attraverso questi canali:
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ISMEA (Garanzia Diretta): Rilascia garanzie a prima richiesta a favore delle banche che finanziano le imprese agricole. Copre una percentuale altissima del finanziamento (spesso fino al 70% o all’80% del prestito, e in periodi di emergenza o per i giovani agricoltori può arrivare anche al 100%).
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Confidi di settore (es. Agrifidi): Sono consorzi di garanzia collettiva dei fidi. Non sono enti pubblici come ISMEA, ma istituti privati formati da associazioni di categoria che offrono garanzie mutuo-soccorso grazie a fondi propri o regionali.
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Fondo di Garanzia per le PMI (gestito da Mediocredito Centrale): Sebbene sia storicamente dedicato all’artigianato e al commercio, in determinate condizioni e per specifiche operazioni agro-industriali o collegate al PNRR, può intervenire anche nel settore agricolo.
3. A cosa servono? (I vantaggi per l’agricoltore)
La garanzia sussidiaria serve a risolvere il problema storico dell’agricoltura: il fatto che le aziende agricole hanno spesso un patrimonio “bloccato” nella terra (magari già ipotecata) e poca liquidità immediata da offrire come garanzia.
Ecco i 3 scopi principali:
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Sbloccare i finanziamenti (Effetto leva): Molte aziende, soprattutto quelle condotte da giovani o che vogliono fare investimenti innovativi (es. transizione ecologica o digitale), non otterrebbero mai il via libera dalla banca. Con la firma di ISMEA, la banca concede il mutuo o il prestito di conduzione molto più facilmente.
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Evitare di ipotecare i beni di famiglia: Riduce la necessità per l’agricoltore di dover mettere un’ipoteca sulla casa di proprietà o di dover chiedere a parenti di firmare fideiussioni personali “al buio”.
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Ottenere tassi di interesse migliori: Poiché il rischio per la banca diventa bassissimo (il pagatore finale in caso di default sarebbe lo Stato tramite ISMEA), l’istituto di credito applica spesso condizioni economiche e tassi d’interesse molto più vantaggiosi e convenienti rispetto a un prestito ordinario.
Un esempio pratico
Un giovane agricoltore vuole acquistare un nuovo trattore tecnologico da 100.000 €. La banca esita perché l’azienda è nuova e non ha abbastanza storico o immobili liberi da offrire in garanzia.
Interviene ISMEA che rilascia una garanzia sussidiaria dell’80% (pari a 80.000 €). A quel punto la banca corre un rischio effettivo solo su 20.000 €: il finanziamento viene deliberato rapidamente e l’agricoltore può far partire l’investimento.
È lo strumento perfetto da spiegare alle aziende proprio in questo periodo di pianificazione: i bandi possono anche essere fermi, ma gli investimenti strutturali con le giuste garanzie si possono imbastire tutto l’anno.











